Parole in cammino - Cantiere di Narrazione

Giovanni Balzaretti, esperto attore e pellegrino, tiene un "cantiere di narrazione" svelando i segreti dell'arte del racconto e spiegando la sua utilità durante il cammino e nella vita di tutti i giorni.

 
Chi torna da un lungo cammino raramente riesce a raccontare la propria esperienza, a trasmettere le emozioni vissute. Un po’ perché ha provato sensazioni così intense da non poter essere descritte a parole, più spesso perché non è abituato a raccontare.

 

Siamo animali nomadi, da sempre e per sempre: per fame, per sete, per sesso, per paura, per curiosità, per conquistare territori fertili, per fede, per insoddisfazione. Perché perseguitati o perché persecutori. O in tempi più recenti per noia, per moda e per turismo. Il viaggiare è stato così importante per la specie che è diventato metafora anche di altre esperienze indimenticabili: gli Hippy chiamavano "viaggio" sdraiarsi su un divano e assumere alcaloidi, gli Egizi chiamavano viaggio una cosa decisamente statica come la Morte, tanto da fornire al defunto barca, viveri, schiavi e cortigiane.
Insomma dal viaggiare, vero o figurato, non ci siamo mai staccati.

 

 

Il racconto di viaggio
Indissolubilmente legato al viaggiare è il racconto di viaggio, che può assumere la forma scritta, o in tempi più recenti fotografica o multimediale, ma che per millenni è stato tramandato esclusivamente in forma orale.
Il viaggio diventava quindi ballata, filastrocca, ode, laude, epopea. Storia horror o buffonesca, fiaba con morale o sconceria.
Da Omero a On the Road al Cammino di Santiago il meccanismo è sempre lo stesso: tra la partenza all'arrivo c'è di mezzo l'impresa. E il racconto dell’impresa può essere affascinante come un nuovo viaggio.
Eppure oggi è diventato difficile trovare dei narratori in grado di raccogliere intorno a sé gli ascoltatori, di trasportarli nel tempo e nello spazio di un racconto, coinvolgendoli nelle vicende di una storia, legandoli a sé col suono della voce e la fascinazione del corpo in movimento.

L’importanza della narrazione
Se è vero che certe figure di narratore e molte modalità di narrazione, soprattutto orale, sono scomparse, è altrettanto vero che la narrazione si impone come situazione comunicativa e modalità relazionale in gran parte della vita quotidiana.
Il narratore non cerca di dimostrare la validità di una tesi, quanto piuttosto di affabulare, di tenere desta l'attenzione dell'interlocutore.
Oggi il pubblico è esplicitamente chiamato a farsi esso stesso narratore, ovvero ascoltatore e inventore di racconti, propagatore consapevole di storie più o meno quotidiane stimolato al grido di “quella volta che è successo anche a te: racconta!”.
Si può quindi pensare alla narrazione come ad una fondamentale risorsa, capace di contribuire alla costruzione e alla presa di consapevolezza di un patrimonio culturale condiviso.

 

Gli argomenti del Corso
Questo cantiere ha l’obiettivo di formare e approcciare il pubblico alla narrazione attraverso semplici regole da rispettare:
•    Gli scheletri strutturali narrativi;
•    L'ascolto. Il senso profondo della narrazione risiede nell’essere ascoltati e nell’ascoltare. Ciò non significa solo parlare mentre gli altri sono in silenzio: l’ascolto prevede che tutti siano costruttori dei significati attraverso un atteggiamento;
•    La sospensione del giudizio. In campo narrativo, nessuno possiede verità definitive. In particolare, il narratore non è colui che ha l’accesso ai veri significati, bensì un animatore-facilitatore in grado di stimolare le narrazioni e il loro ascolto.
Alla fine del cantiere gli allievi saranno in grado di costruire autonomamente una storia ripescando dai ricordi personali o di persone conosciute e di esibirsi in una breve ma intensa performance che li vedrà protagonisti di quel magico mondo che è la narrazione.

PROGRAMMA
Venerdì: arrivo dalle ore 16, alle 17 benvenuto e inizio corso
Sabato: ore 9.30-16,30, lezione mattutina in aula, lezione in cammino nel pomeriggio, cena conviviale
Domenica: ore 9.30 lezione e messa a punto dello spettacolo pomeridiano; dalle 15 messa in scena dei racconti di viaggio da parte degli allievi.

Il corso si svolgerà con un numero minimo di 6 partecipanti, un numero massimo di 13.

Attrezzatura consigliata: un paio di scarponi da camminare, uno zainetto da escursioni con borraccia e giacca a vento.

Guardate il videoracconto del Seminario del 1-3 Aprile 2011.

Il docente

Dove
Il Corso si terrà presso la Casa del Movimento Lento, un antico casale situato lungo la Via Francigena piemontese a Roppolo, in provincia di Biella.

Il corso è riservato ai soci del Movimento Lento. Chi non fosse socio avrà la possibilità di iscriversi prima del corso, pagando la quota di iscrizione di 15 Euro all'anno.

Il contributo richiesto per il corso è di 90 Euro per ogni socio partecipante.

Per prenotazioni: Segreteria organizzativa – Cristina Menghini - casa@movimentolento.it 

Altre spese previste per vitto e alloggio: su richiesta è possibile pernottare sia presso la Casa del Movimento Lento, sia in altre strutture di accoglienza convenzionate. Prezzi a partire da 20 Euro/notte per persona in camera tripla, compresa la colazione. Cena in ristorante convenzionato circa 15 euro.

 

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